La storia

La Chiesa, parrocchiale dal 1953, dedicata a S. Stanislao Kostka è stata costruita nel 1607 su progetto dell'architetto messinese Natale Masuccio (attivo nel cantiere della chiesa del Gesù “Casa Professa”), quale cappella della Casa Conventuale del Noviziato dei Gesuiti.

La costruzione fu ultimata nel 1704 con la realizzazione della facciata, opera di Giuseppe Diamante, che aveva lavorato anche all’interno.

Dal 1763 al 1765 fu realizzata la decorazione a stucchi dell’interno sostituendo gli affreschi ad elementi architettonici del De Palma e gli ornati del Diamante.

La Chiesa fortunatamente fu risparmiata dalla furia distruttrice degli insorti del 1848 che rasero al suolo l’antico convento che dal 1767, dopo la espulsione dal regno della Compagnia di Gesù, era stato utilizzato per acquartieramento delle truppe borboniche.

L’esterno

La facciata del Diamante ha uno sviluppo rettangolare strutturato in due ordini, chiusi in alto da un frontone triangolare sovrastato da un  gruppo scultoreo. Ai lati dell’ampia finestra del secondo ordine, inseriti in due cornici riccamente decorate, sono i busti di due Santi Gesuiti.

Sopra la porta di accesso, nel primo ordine, è posto il medaglione con S. Stanislao, opera  eccellente di Giacomo Pennino del 1725.

 

L'interno

Nelle pareti della grande aula interna, in fondo alla quale si sviluppa il catino absidale che contiene il presbiterio, si aprono, tre per lato, delle cappelle poco profonde, riccamente decorate.

La decorazione eseguita nella seconda metà del XVIII sec. è a stucchi, secondo una sensibilità rococò, così come la  volta a botte decorata da Gaspare Firriolo e Vittorio Perez  con  i Simboli Eucaristici e L'Arca dell'Alleanza.

La decorazione, sempre a stucchi, della volta del Presbiterio è opera di Bartolomeo Sanseverino con le due icone della Carità  a sinistra e dell'Abbondanza  a destra.

 

La prima delle tre cappelle del lato sinistro è dedicata al SS. Crocifisso, scultura in legno  sullo sfondo di un reliquinario riccamente decorato. Ai piedi del Crocifisso: a sinistra è la statua a stucco della Vergine, a destra quella di S. Giovanni; Statue e decorazioni della cappella sono opera di Giuseppe Palumbo (1686, su disegno di Paolo Amato?).

Le pareti laterali e la volta della cappella sono state affrescate da Antonio Grano nel 1687: a sinistra è l'affresco con il Compianto sul Cristo Morto, a destra l'affresco con L'Ascesa al Calvario, sulla volta l'affresco con la Trinità col Cristo Morto.

Sulla parete di fondo della seconda cappella, sopra l’ingresso alla sacrestia, è posto il quadro che raffigura la Madonna del Lume, copia di quello piccolo, che posto sopra un cavalletto viene spostato, alla bisogna, all’interno della chiesa.

Alle pareti laterali sono addossati due quadroni in stucco che raccontano  di S. Rosalia condotta dagli Angeli nello Grotta della Quisquina, a sinistra, e  di S. Rosalia che incide l'iscrizione nello Grotta, a destra.

Nella parete di sinistra della cappella è anche allocato il sepolcro di Ottavio e Lorenzo Lombardi  con a rilievo le immagini di due Santi.

La terza cappella, dedicata a S. Ignazio, mantiene l’originale decorazione a marmi mischi. Sontuoso l'altare, sormontato da colonne tortili,  disegnato da Paolo Amato ed eseguito dagli Scuto.

Sopra l’altare è posta la pala della fine del XVII sec. con i Ss. Ignazio di Loyola, Luigi Gonzaga e Stanislao Kostka.  Nelle pareti laterali sono allocati due altorilievi in marmo che raffigurano, a sinistra, S. Ignazio nella grotta  , a destra, l' Apparizione dello Trinità al Santo.

Il Presbiterio è arricchito da affreschi in ampie cornici. In quello centrale è raffigurata l'Ultima Cena,  ai lati Figure allegoriche femminili,  opere di Gaetano Mercurio (1770 ca.) fatte oggetto di un restauro discutibile.

Risalendo la navata centrale, lungo la parete di destra, si incontrano:

La cappella dedicata un tempo a S. Francesco Saverio, il cui altare a marmi mischi con colonne a spirale fu realizzato nel 1666 da F.Scuto. Oggi vi si conserva la "vara" processionale con la Madonna del  Lume (sec. XIX).

 

Segue la cappella dedicata a S. Stanislao la cui statua in marmi bicromi, opera delicata del 1729 di Giacomo Pennino, è posta dentro una teca sotto l’ altare ligneo, del XVIII sec., decorato a stucco con motivi marmorei; su di esso una tela dello stesso periodo che raffigura La Vergine e S. Stonislao.

Le pareti laterali sono decorate con stucchi che raccontano episodi della vita del Santo.

 

La Cappella, in prossimità dell’ingresso alla Chiesa, è dedicata all'Immacolata, la cui statua realizzata da Giuseppe Palombo nel 1686 è posta su un altare decorato a stucco con colonne tortili, progettato probabilmente da Amato.

Gli affreschi alle pareti, di delicata fattura e irrimediabilmente compromessi, sono opera di A. Grano.

 

La Chiesa, è oggi chiusa a causa del crollo di una parte del tetto, con rischio di crollo di tutto il restante soffitto, dal giorno 19/04/2009, la comunità ha trovato una sistemazione momentanea nei locali della parrocchia adiacenti la chiesa stessa.